Come avviene il riciclo degli pneumatici usati?

Come smaltire correttamente i vecchi pneumatici? Cosa dice la legge al riguardo? Come avviene il processo di recupero degli pneumatici? Qui la risposta di rezulteo a tutte queste domande!
Cosa prevede il processo di riciclo degli pneumatici?

Un processo ancora poco conosciuto al grande pubblico ma il tasso di raccolta e recupero degli pneumatici registra una continua crescita annua. © rezulteo

Pneumatici usati: cosa dice la legge?

Composti essenzialmente da gomma, acciaio e fibre tessili, gli pneumatici non sono considerati rifiuti pericolosi ma se bruciati sprigionano nell’atmosfera sostanze cancerogene e gas tossici altamente inquinanti per l’uomo e per l’ambiente. Inoltre, in caso di abbandono all’aperto, all’interno delle carcasse si formano dei ristagni di acqua piovana che facilitano il proliferare di zanzare e altri insetti portatori di malattie. Gli pneumatici fuori uso, secondo la vigente normativa italiana, sono rifiuti speciali e come tali non possono essere conferiti in discarica né bruciati all’aperto e l’abbandono in natura è considerato un reato.

Dal 2011, la gestione degli pneumatici fuori uso in Italia è improntata al principio della responsabilità del produttore/importatore. In altre parole, la legge obbliga i produttori e gli importatori a raccogliere e smaltire annualmente una quantità di pneumatici fuori uso pari alla quantità di pneumatici nuovi immessi sul mercato nell’anno solare precedente. A loro volta, i rivenditori (officine, gommisti), sono tenuti a ritirare gratuitamente gli pneumatici usati e a consegnarli ai centri di raccolta autorizzati.

Il processo di recupero degli pneumatici

Ma come avviene il processo di recupero degli pneumatici? Gli pneumatici usati inizialmente vengono stoccati presso i rivenditori in appositi spazi, in attesa di essere prelevati dai consorzi autorizzati alla raccolta e allo smaltimento degli pneumatici fuori uso. Dopo il ritiro, gli pneumatici usati vengono smistati e trasferiti nei centri di recupero e smaltimento. In fase di smistamento, gli pneumatici vengono distinti in pneumatici riutilizzabili e fuori uso. I primi possono essere rigenerati con un nuovo battistrada o immessi sul mercato dell’usato se il limite di usura non è stato raggiunto (14%). I secondi sono destinati allo smaltimento per essere reinseriti nei processi di produzione industriale sotto forma di granulato o polverino di gomma.

In Italia, tra i principali consorzi incaricati del ritiro e dello smaltimento delle gomme troviamo Ecopneus, EcoTyre e Greentire.

Cosa si ottiene dal recupero degli pneumatici fuori uso?

Delle circa 250mila tonnellate di pneumatici raccolte nel 2016 dal consorzio Ecopneus:

  • il 44% è stato destinato al recupero energetico: utilizzo degli pneumatici come combustibile alternativo in cementifici, acciaierie, caldaie industriali e per il riscaldamento urbano;
  • il restante 56% è stato avviato a recupero di materia: utilizzo degli pneumatici interi nei lavori pubblici e di ingegneria civile, recupero dell’acciaio, reimpiego della gomma sotto forma di polverino o granulato nella realizzazione di campi sportivi in erba sintetica, piste di atletica, pavimentazioni antitrauma per le aree gioco dei bambini, piste ciclabili ecc…

Alcuni dati chiave

  • Raccolti quasi il 100% degli pneumatici usati.
  • Tasso di trattamento pari quasi al 90% degli pneumatici usati.
  • 1 pneumatico su 6 può essere riutilizzato sul mercato dell’usato (14%).
  • Ricostruzione del 10% degli pneumatici usati.
  • Riciclo del 56% degli pneumatici.
  • L’eco-contributo per lo smaltimento degli pneumatici che si aggiunge al prezzo di vendita si aggira intorno a 2,50€.

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